domenica 23 settembre 2007

La Giustizia secondo Mastella

Per Mastella la Giustizia si basa sul conto dei detenuti.

Sono tanti? Sono troppi?

Prima prova con l'indulto e gli va male, tanto piu' che a distanza di un anno le carceri "scoppiano" esattamente come il giorno prima dell'indulto (lo dice la polizia )

Oggi parla di costruire nuove carceri, sperando di accontentare chi lo ha criticato per l'indulto.
"Nuove carceri perche' la risposta dello stato deve essere credibile e lo strumento penale effettivo".
Che, dice, l'equazione sulla quale "si misura la civiltà di un Paese è "un posto= un detenuto e la sua capacità di fronteggiare, senza demagogia, il problema della sicurezza".
Per cui sta preparando 5.886 nuovi "posti letto" e ne prevede altri 800 nel 2008.
Sciorinando percentuali e dati a gogo, fa sapere che attualmente nelle carceri italiane ci sono
46.118 detenuti di cui i
definitivi sono 17.369,
quelli in attesa di primo giudizio 15.718,
mentre il resto si suddivide tra appellanti (8.952),
ricorrenti (2.632) e
internati (1.447).

E altri numeri sugli "indultati"
Su 26.752 “indultati”,
il 69,2% è rappresentato dai condannati in via definitiva,
l’1,8% da coloro che erano in attesa di primo giudizio,
il 5,9% da appellanti,
il 3% da ricorrenti, e
il 20,1% da detenuti con più procedimenti a carico.

Si dice comunque molto soddisfatto degli esisti dell'indulto che "solo" il 22% (6.194, di cui 4.318 italiani) sono tornati a delinquere... anche se io preciserei meglio: nell'arco di un solo anno 6.194 sono coloro che, tornati a delinquere, sono stati anche arrestati...

Napolitano ha elogiato l'operato della Polizia Penitenziaria che, tuttavia, è attraversata da pesanti disagi, a partire dall'organico insufficiente, così come (vedi link precedente) per nulla soddisfatti, anzi incazzati assai, sono i poliziotti...

Detto ciò a me il quadro complessivo della giustizia non appare per niente confortante.

A prescindere dal fatto che Mastella non parla, nè pare prevedere di cio' che, secondo me, è forse il problema maggiore dell'insufficienza carceraria in senso lato, ovvero rendere la carcerazione concretamente un luogo di rieducazione, attraverso progetti mirati.
Penso che i carcerati non pericolosi potrebbero benissimo essere inseriti in lavori sociali, che so, la pulizia dei boschi, delle spiagge, piccoli interventi manutentori di spazi etc. perchè credo che, i condannati a brevi o brevissimi periodi, potrebbero pagare così il loro debito con la giustizia anzichè attraverso l'isolamento della pena detentiva, che li condanna anche ad un, non molto rieducativo, maggior stretto contatto con criminali piu' pericolosi.
Destinarli invece allo svolgimento di lavori socialmente utili, oltre ad appunto essere piu' utile, sarebbe anche meno gravoso economicamente per la società visto che a quanto pare ogni detenuto "nullafacente" costa allo stato 70mila euro all'anno...

Ma la cosa piu' aberrante, leggendo i numeri, è la proporzione, cioè la S-proporzione tra i condannati "definitivamente" 17.369 e quelli con processi in corso 27.302 !

Ma evidentemente per Mastella è prioritario costruire nuove carceri utili a detenere quelli con processi in corso piuttosto che preoccuparsi di affrontare la lentezza della giustizia

Tremendo, secondo me, anche il fatto che un Ministro della Giustizia, martedì, sul suo blog, a sostegno dell'indulto abbia scritto: "Molte persone sono libere grazie al provvedimento del Parlamento. Molte hanno intrapreso una seria strada di reinserimento nella società. Molti sono inoltre i casi di detenuti ingiustamente che hanno beneficiato della misura decisa."

Non fa cenno quindi a chi è in attesa di giudizion parla di "molti casi di detenuti ingiustamente"
...ora se a dire una cosa del genere è "la gente", puo' anche legittimamente passare ma se a dirlo è il Guardasigilli di uno Stato la cosa è, oltre che molto preoccupante, anche un atto di accusa e di squalifica della credibilità della Giustizia stessa!

Nessun commento: